» Inviato da valmaura il 23 March, 2018 alle 12:09 pm
Impressionante, almeno per noi gente normale, la Telenovela assai sgradevole andata in onda nelle ultime settimane. Sgradevole perchè giocata sulla pelle e sul futuro della nostra Regione, della nostra città. Utilissima invece perché ha messo a nudo senza infingimenti cosa sia la politica “ufficiale” nel nostro Paese. E riguarda tutte le forze politiche, 5Stelle compresi che hanno avuto anche qui il solito strascico di polemiche sulle indicazioni dei candidati. Alla fine è spuntato il nome naturalmente giusto, ovvero Massimiliano Fedriga, esponente di punta della forza politica che in Regione aveva vinto, stravinto se si guarda il solo Centrodestra, nelle recenti elezioni politiche. Noi non abbiamo votato e pertanto supponiamo di poter scrivere liberi da vincoli di parte, ma la designazione di Fedriga era, a partire dal 5 marzo, la scelta obbligata in ogni paese democratico per il Centrodestra. Bisogna sempre rispettare le indicazioni degli elettori, anche quando, come in questo caso, non piacciono alla sparuta pattuglia rimasta dei Forza Italioti e Tondiandipiazzisti. In questi giorni ci ha particolarmente e negativamente impressionato l’intervista a tutta pagina rilasciata al piccolo giornale dal neodeputato, ma forse no, ricandidato per la terza volta alla Presidenza della Regione, ora no. Ci riferiamo al carnico Tondo. A leggere le sue banalità sembrava sentir parlare Toio Fior seduto sulla panchina del Giardino Pubblico intento a dare il becchime ai piccioni. Se ne ricavava poi la sensazione complessiva di un uomo spento, senza idee e senza forza. Ardua sarà la sfida, non per i partiti si intende, e la scelta degli elettori, e crediamo che i non elettori saranno la maggioranza, tra i vari Bolzonello, Fedriga, Morgera, Ceccotti ed altri, se ce ne saranno (lo conosceremo lunedì prossimo). Dei nostri problemi, della vita reale del milione e duecentomila abitanti del Friuli Venezia Giulia, finora si è parlato picca o niente. E certamente questo è un pessimo segnale.
“La rivoluzione non è un pranzo di gala”
» Inviato da valmaura il 22 March, 2018 alle 10:24 am
Reddito di cittadinanza: "Rischio di assistenzialismo"
Quelli che se ne intendono, ovviamente ipergarantiti da prebende pubbliche o stipendi da favola, definiscono il Reddito di cittadinanza un "Rischio di assistenzialismo". Sono mediamente gli stessi che hanno promosso in questi anni corsie, autostrade di favori finanziari a banche (oltre 20 miliardi) e Confindustria (oltre 80 di miliardi) che hanno buttato i soldi, non loro ovviamente, per progetti inutili e superati come la Tav, oppure per l’acquisto di quei bidoni volanti, ma solo quando non piove e non è uno scherzo, di F35. Sono gli stessi che per decenni hanno favorito e foraggiato gli evasori fiscali in nome del Made in Italy. Ma vorremmo capire bene da questi saggi politici ed affini: cos’è un rischio? Noi da perfetti parvenu riteniamo per rischio un’epidemia di peste nera, un terremoto, uno Tsunami, la povertà e miseria, la malasanità, e l’elenco potrebbe essere lungo assai. La parola “assistenza”, ce lo insegnano anche i Vangeli, non è un rischio ma un dovere morale, etico, civile e, per chi crede, religioso. Assistere i poveri e gli infermi non vi ricorda niente? Dunque in questo mondo all’incontrario, favorire i farabutti, gli speculatori è un merito. Mentre assistere i meno fortunati un rischio. Ovviamente sempre con i soldi degli altri, cioè pubblici. Orbene su la testa, in alto i cuori nel senso migliore del termine, rivendichiamo la nostra dignità di esseri umani, quella “Uguaglianza, fraternità e libertà” esaltata dalla Marsigliese, e pigliamo a calci nel deretano questi moralisti d’accatto che non si vergognano di vivere a caviale e dintorni pagati ovviamente dai nostri soldi e di farci pure il predicozzo.. https://www.youtube.com/watch?v=0fGYgYd_oik
Trieste tradita, come la democrazia.
» Inviato da valmaura il 20 March, 2018 alle 12:57 pm
Tondo. Una vergognosa umiliazione per Trieste (e la Regione)
Premettiamo che noi alle ultime elezioni NON abbiamo votato, ed i fatti ci stanno dando pienamente ragione, per cui risparmiatevi le accuse un tanto al chilo che noi parteggiamo per qualcuno. Tondo, bisTondo, obTondo: scrivevamo nel tratteggiare il curriculum di un personaggio che dopo aver fatto per sette anni il Presidente della Regione aveva sostanzialmente, in collaborazione con “l’amicone” Dipiazza, sindaco anche allora, preso in giro i Triestini: dalla Ferriera al Porto. Ma deve essere una costante del suo modo di fare politica se alle ultime elezioni invece di candidarlo nella “sua” Carnia, il centrodestra lo ha paracadutato nel collegio uninominale più lontano, ovvero a Trieste. Ciò nonostante è stato eletto, anzi rieletto al Parlamento dove nella prima circostanza non aveva lasciato traccia alcuna del suo passaggio, un po’ come la Savino di cui le cronache hanno parlato solo per la figuraccia rimediata nell’intervista con le Iene fuori da Montecitorio. Uno scolaretto di quinta elementare avrebbe fatto più bella figura di lei. Ora l’elezione di Tondo qui, come quella degli altri quattro parlamentari forzisti italioti in Regione, si deve quasi esclusivamente solo al successo, al trionfo della Lega che ha superato il 26% dei voti. Il caso della Savino è emblematico, mandata nell’uninominale dell’Alto Friuli, anche lei il più lontano da dove conoscevano bene, e non apprezzavano molto, le sue “qualità”. Nel collegio di Codroipo casa di Riccardi, la Lega piazzava un 31% e Forza Italia non arrivava al 10%, ergo la Savino in Riccardi torna a Roma grazie ai voti leghisti. Assolutamente ininfluente e totalmente disastroso poi il dato elettorale raccolto dalla “quarta gamba” del Centrodestra dove in Friuli VG erano confluite le Liste di Tondo e Dipiazza “Autonomia Responsabile” ed a Trieste appunto la Lista Dipiazza. Una media del 1,5% dei consensi raccolti. A Trieste la Lega aveva letteralmente asfaltato i camberiani ed i dipiazzisti forti di un 27% alle comunali del 2016 ed ora arrivati a stento al 10%. Ebbene questo signore bisognoso di una serena pensione ora si dice pronto a correre, dopo il peggior teatrino della politica dal dopoguerra ad oggi, come candidato Presidente per la Regione, e quasi controvoglia, per puro “spirito di servizio”, come la Monaca di Monza lo “sventurato rispose”; insomma un novello Cid Campeador el Tondo Cocador Dunque lui ha scherzato quando ha chiesto il voto ai triestini per rappresentarli alla Camera, dove non siederà neppure un giorno a meno che non venga sonoramente trombato alle regionali, e in quel caso ripiegherà, poveruomo, a fare il deputato di Trieste a 12.000 eurini al mese. Alcune rapide considerazioni a raffica. Trieste, dopo la beffa di Tondo, dovrà tornare di nuovo al voto per la Camera, in caso di sua, si fa per dire, vittoria in Regione, per eleggere un nuovo deputato lottizzato dai partiti e movimenti. Salvini: sarebbe meglio che non si facesse più vedere in Regione ed a Trieste in particolare. Se io fossi un elettore leghista avrei più di qualche pomodoro da tirargli. Insomma voti per Fedriga ed eleggi Tondo, come nella vecchia DC: votavi Leoluca Orlando ed eleggevi l’andreottiano Salvo Lima. Aboliamo le elezioni così facciamo prima e risparmiamo soldi. Tanto decidono tutto quattro amici al Bar Sport della politica (da Berlusconi, Salvini, Meloni a Renzi, da Bersani a Di Maio). Li nominano con una telefonata quindi se li votino pure. Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia contano meno di niente in Italia, 5Stelle compresi. E questo vale pure per il Centrosinistra quando si pensi che un Cosolini, tra i peggiori sindaci di Trieste, ambisce ad essere il candidato di punta del PD. Un’ultima considerazione. Tondo si vanta di essere stato “socialista”. Non male nell’unico paese in Europa ed al Mondo, salvo qualche “repubblichetta sudamericana delle banane”, dove la gran parte del quadro dirigente del “socialismo italiano” è passata armi e bagagli al centrodestra o, senza alzare sopraciglia, direttamente alla destra. Idealisti convinti! Come il redivivo Giulio Camber, ex senatore ed ex molte altre cose: “Giulio Camber, il 4 novembre 2008 è stato condannato in via definitiva per millantato credito. La Cassazione ha infatti stabilito che il senatore, nel 1994, si fece dare cento milioni di lire dalla banca Tržaška Kreditna Banka che era sull'orlo del fallimento. L'avvocato, all'epoca deputato di Forza Italia, aveva intascato la somma dicendo che gli serviva per "comprare il favore di pubblici ufficiali" negli "ambienti romani" ed evitare il commissariamento dell'istituto di credito. La sentenza stabilisce otto mesi di carcere e 300 euro di multa sospesi con la condizionale. Il reato è "derubricato" e quindi non verrà attivata la procedura per il decadimento dall'incarico parlamentare.[2] I giudici della Sesta sezione penale della Corte di Cassazione hanno infatti confermato la condanna a 8 mesi di reclusione per il senatore di Forza Italia Giulio Camber, capolista in Friuli per il Pdl nelle elezioni dell'aprile 2008 (quando era già stato condannato in primo e secondo grado). Secondo i magistrati, il parlamentare avrebbe chiesto 100 milioni di lire per tentare di bloccare la procedura di liquidazione coatta della Banca di Credito di Trieste-Kreditna Banka, che poi sarebbe pure fallita. Nel motivare il rifiuto di concedere le attenuanti generiche al senatore Camber, i giudici hanno fatto riferimento “alla oggettiva gravità del fatto e alla personalità dell’imputato, che pur rivestendo prestigiose cariche politiche e professionali, non aveva esitato nel 1994 a discreditare l’immagine di istituzioni pubbliche, giungendo poi ad attribuire ai suoi accusatori intenti calunniosi». Invece i suoi accusatori avevano ragione e lui è stato condannato. “ E chissà perché al piccolo giornale ed a TeleCamberquattro lo ricordano sempre nelle passate vesti di senatore e mai nelle attuali di pregiudicato. Saranno forse i 7 milioni di euro della Fondazione CRT, da sempre guidata dai camberiani di stretta osservanza, in azioni della società editrice del Piccolo a determinare questa scelta? Come appare originale l’invito rivolto dal conduttore di Cloroformizza Trieste nell’ultima apparizione di Fogar sull’emittente del centrodestra, otto mesi fa, a “non parlare della Fondazione CRT”. Sarà un caso ma è stato il factotum del pregiudicato per tanti anni. Ultima chicca. Ad istruire le pratiche di richiesta di contributi di enti ed associazioni che pervengono alla Fondazione CRT è Michele Babuder, no, non l’omonimo, proprio lui: il consigliere comunale di Forza Camber (Piero) Italia e Presidente della Quarta Commissione comunale. Serve altro? Ci assale un solo dubbio. Ma le opposizioni, dai Cinque Stelle alla sinistra-centro che ci stanno a fare? https://www.youtube.com/watch?v=7MDY-8DVqjs
Da Cosolini a Dipiazza. Gli “incompiuti”.
» Inviato da valmaura il 24 February, 2018 alle 2:34 pm
Quello di cui la politica non ama parlare.
Mentre in questa campagna elettorale sul nulla i candidati continuano a comportarsi come all’asilo, più attenti a polemizzare tra loro su “chi ce lo ha più lungo” che ad affrontare i problemi veri della nostra comunità, ci sembra opportuno evidenziare i successi “incompiuti” del loro “fare”. Tralasciamo la vicenda grottesca, se per gli inquilini non fosse stata drammatica, delle case di via Negri dove l’Ater guidata dal volitivo commercialista di Cordenons (PN), Ius, dirigente regionale del PD, e questo ne spiega la nomina a Trieste, ha fatto una figura disastrosa nell’inerzia dei controlli della Giustizia amministrativa, civile e penale, oltre che della politica. Ne abbiamo parlato e scritto più volte. Esaminiamo due altri “successi”. E partiamo dall’enorme cantiere abbandonato a rane, zanzare e pappataci, che da via dell’Istria sale fino alla Maddalena. Saranno anni e anni che sta lì e oramai anche il fatto è da rifare. Si dirà che le ditte sono fallite, che ci sono contenziosi, ecc. Noi diciamo invece che la responsabilità è di chi le ha scelte. E di chi non ha fatto su queste i doverosi controlli prima e non a “babbo morto”. L’altra vicenda che rischia di ripetere un mix tra questa sopra e l’interminabile telenovela della Caserma Beleno dei vigili urbani in via Revoltella è quella del recupero e riconversione della vasta area nel centro del congestionato quartiere di Roiano, già caserma della Polstrada. Vedere oggi le immagini del duo Dipiazza – Giorgi con piccone e mazza in mano fa proprio sorridere, del pari dell’analogo duo Illy – Damiani che davano il via, sempre picconando, allo sfortunatissimo rifacimento e ripavimentazione di piazza Unità, detta del Cammello per le simpatiche gobbe. Tra parentesi, siamo stati i primi a lanciare un appello ai triestini, e muggesani, a disertare le urne in occasione delle vicinissime elezioni politiche del 4 marzo, ma l’etico, professionale e deontologico “giornalismo” locale non ne ha mai parlato. Poi scopriamo che ogni giorno da spazio ad analoghi inviti magari rivolti da pulci e signori nessuno o quasi. E se cominciassimo a non comperarli ed a non guardarli più? Le alternative non mancano e sono di solito molto più soddisfacenti ed appaganti. A cominciare dal mettere il vostro “Mi Piace” a questa Pagina. Pssssss. (Nelle foto sulla pagina Circolo Miani su Facebook) Le due sullo sfondo, dietro i simpatici Stanlio ed Ollio, non sono due ragazze "pompom" ma le assessore Lodi e Polli.
I giardini (di marzo 2016) inquinati.
» Inviato da valmaura il 22 February, 2018 alle 1:03 pm
Che fine hanno fatto due anni dopo? Esattamente come prima, anzi più inquinati di prima. I nostri bambini che non possono giocare all’aperto ringraziano vivamente la Polli, la “furba” assessora all’ambiente del Comune. Questi rubano pure ai fanciulli il diritto alla felicità. Incompetenti da spedire a casa di corsa, altro che votarli.
Seguono 6 foto visibili sulla pagina Facebook Circolo Mianik
Se io fossi una mamma, un papà o un/a nonno/a.
In una città, ma vale anche per Muggia, che ha il triste primato nazionale di mortalità da tumori, delle malattie “normali” alle vie respiratorie, con picchi molto alti di allergie, dermatiti ed asme tra i bambini e gli adolescenti, come certificato dall’indagine dei medici del Pronto Soccorso dell’ospedale pediatrico Burlo. In una città dove una parte cospicua di istituti scolastici (nidi d’infanzia, asili, ricreatori, scuole elementari e medie) è ad un tiro di schioppo dalla Ferriera, dalle tettoie in Eternit (amianto) di tutta l’area portuale, e dal depuratore fognario cittadino. Dove praticamente tutte le aree verdi pubbliche e private, da Muggia al centro di Trieste, compresi i campi giochi degli istituti scolastici, analizzate o meno (pensate veramente ad esempio che le aiuole di viale Romolo Gessi siano in condizioni migliori di quelle di piazzale Rosmini?) risultano pesantemente inquinate da idrocarburi, metalli pesanti e diossine, altamente cancerogeni. Ecco se io fossi genitore o nonno mi preoccuperei non poco, e di conseguenza agirei per far cessare il prima possibile questo concreto rischio per la salute dei bambini e ragazzi di cui porto la responsabilità. Poco importa comprar loro cellulari e palmari di ultima generazione, ingorgare il traffico con le macchine in terza fila perché guai se i pargoli fanno cento metri a piedi, farli chattare o giocare notte e giorno al computer, come una volta era uso parcheggiarli per ore davanti alla televisione. No, se fossi padre, madre, nonno e nonna avrei come primo stimolo quello naturale di proteggerli, e di proteggermi, per non dovere un domani piangere vedendoli soffrire e, Dio non voglia, morire. Certo si possono girare le spalle e fare finta di niente, finchè va bene, ma i cartelli e i divieti di piazzale Rosmini, Giardino Pubblico, delle scuole di via Svevo e Marco Praga stanno lì a ricordarcelo anche contro la nostra volontà, pigrizia e fatalismo. E i medici di base? I pediatri e finanche i farmacisti perché non fanno sentire la loro voce nella denuncia corale di questo pericolo. La vita e la salute dei loro piccoli pazienti vale così poco? Ecco questo mi parrebbe naturale fare, come prima cosa, se avessi figli e nipoti. E sentirei l’impellente bisogno di prendere a calci nel sedere presidi, direttori didattici e non, politici, “giornalisti” ed amministratori di ogni ordine e grado per la loro incapace e scandalosa inerzia. Sempre che abbia un briciolo di dignità, umanità e coscienza. Ma forse mi sbaglio.